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Finanza genetica e psicoattiva

Che non siamo tutti uguali nel trafficare quotidianamente con il rischio e l’incertezza è piuttosto ovvio. Meno ovvio sarebbe invece sapere in quale misura tali differenze sono iscritte nel patrimonio genetico di ciascuno. Ed è proprio ciò a cui mira una ricerca pionieristica di una élite di neuro-economisti del Caltech di Pasadena (Frydman, Camerer, Bossearts, Rangel “MAOa-L carriers are better at making optimal financial decisions under risk”).  

Per capirci: immaginate di dover scegliere tra una prima scommessa che vi dà il 100% di non perdere niente oppure una seconda che vi dà il 50% di guadagnare 7$ o di perderne 4$. Le persone avverse al rischio propenderanno per la prima, quella maggiormente propense al rischio per la seconda. Ebbene: la decisione che prenderete in questo caso è in parte determinata da una variante di uno specifico gene di cui siete portatori. Lo ha rivelato l’analisi genetica di ottantatre soggetti, ai quali veniva chiesto di giocare centoquaranta lotterie simili a questa.

Per la precisione, i portatori di del gene MAOA-L hanno un possibile vantaggio biologico operando scelte finanziarie  “ottimali” in condizioni di incertezza (nel nostro esempio infatti scelgono la seconda scommessa.) Essi fanno cioè scelte più rischiose, ma anche più redditizie, rispetto a chi dello stesso gene ha la variante MAOA-H (che nel nostro esempio propende per la prima scommessa). Il MAOA è un enzima che regola il catabolismo delle monoamnine tra cui si annoverano neurotrasmettitori quali la serotonina e la dopamina, la cui influenza sui nostri comportamenti normali e patologici è sempre meglio compresa.

Se i nostri geni che ci predispongono a certi comportamenti sono rilevanti, figurarsi tutte le molecole confacenti a modificare quest'ultimi. Tetraidrocannabinolo (hashish), alcol e benziodiazepine (ansiolitici), per esempio hanno effetti simili riguardo al modo in cui influenzano la propensione al rischio. Le persone che fumano qualche canna, di fronte a due opzioni tendono a preferire quella con il ritorno più alto, ma con più basse probabilità di vincita, rispetto al gruppo di controllo tratta con un placebo. E tendono a persistere  in quella scelta anche dopo aver perso soldi, contrariamente al gruppo di controllo. Alcol e Valium stimolano la propensione al rischio in modo ancora più accentuato.

L’incremento delle vendite di droghe psicoattive come il Prozac – aumentato da 131 milioni nel 1988 a 233 milioni dieci anni dopo -  è stato indicato da alcuni come uno dei possibili fattori che hanno contribuito a generare la bolla delle dot.com. Gli inibitori della ricaptazione della serotonina infatti diminuiscano l’attivazione della amigdala. Prozac e simili, nel ridurre paura e ansia, generano anche un cieco ottimismo e stimolano comportamenti di aggregazione sociale (effetto gregge).  Come dire, dalla finanza creativa a quella psicoattiva.  

 

  • carl |

    A sommesso parere dello scrivente sarebbe stato il caso di indicare l’unità riguardante i dati di vendita del Prozac.. Sospetto che non si tratti di milioni di singole compresse..:o) Bensì di unità di peso (quintali, anzi tonnellate..)
    Personalmente sono assai scettico sulle ipotesi su base genetica.. Come ad esempio quella del “gene” che indurrebbe i suoi portatori all’infedeltà coniugale…
    Per contro l’ipotesi che determinati consumi (alcol, tranquillanti, ecc.) possano indurre ad aumentare la propensione ad assumere determinati rischi, è purtroppo meno esilarante..

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