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In classe con Soros

Anni fa ero studente alla London School of Economics (LSE). Frequentavo il Centre for Philosophy of Natural and Social Science (CPNSS), dove si tenevano regolarmente seminari di Filosofia & Economia. Capitava di trovarvi un signore vestito da perfetto finanziere, che sembrava appena uscito da una riunione nella City, da lì poco distante. Capitava anche che questo signore, estremamente cortese, incalzasse l’oratore con domande mai banali, puntuali e affilate.

Incuriosito, dopo un paio di volte, chiesi chi fosse. Era George Soros. Ed erano i primi anni Novanta. Nel 1992 Soros affondava la Lira, e partecipava ai miei stessi seminari di metodologia dell’economia.

Il legame di Soros con la LSE, per la verità, risaliva a molti anni prima. Era stato allievo di Karl Popper. Come ama ricordare lo stesso Soros, ad averlo reso ricco è stata la filosofia della scienza, e in particolare il falsificazionismo di Sir Karl, che Soros dice di aver applicato agli affari. (Sul falsificazionismo di Popper ho fatto la mia tesi di laurea, ma senza risultati paragonabili.)

Soros – che è ancora uno dei principali finanziatori del CPNSS – in quei seminari era solito avanzare il problema della riflessività: vale a dire che la scienza economica può essere predittiva solo fino a un certo punto, in quanto avendo a che fare con uomini (e non, poniamo, con pianeti) le stesse predizioni influenzano ciò che si cerca di prevedere. Per esempio, il fatto di dare una certa valutazione di un mercato (o di un titolo) da parte dei suoi partecipanti si ripercuote su quella stessa valutazione; in modo, appunto, riflessivo.

Su Spiegel On Line International mi sono recentemente imbattuto in questa intervista a Soros (“You need This Dirty World, Euro Bonds”)  e ho ritrovato gli stessi argomenti (filosofici) di allora applicati alla realtà di oggi. L’intervista merita di essere letta per intero, ma questo passaggio mi ha folgorato. L’uomo della City mi si è materializzato di nuovo accanto, proprio come in uno di quei pomeriggi londinesi.

SPIEGEL:. Are we going to see a double-dip recession in the US? (Stiamo assistendo a un double-dip in Usa?)

Soros: … if a double-dip recession was in doubt a few weeks ago, it is less in doubt now, because financial markets have a very safe way of predicting the future. They cause it. (… se una recessione da double-dip era in dubbio solo poche settimane fa, è meno in dubbio ora, perché i mercati finanziari hanno un modo molto sicuro di prevedere il futuro. Lo causano).

Cara vecchia riflessività!

  • Giusbel54 |

    Le previsioni si possono anche auto-avverare come pure la semplice osservazione puo’ modificare l’oggetto osservato. D’altra parte l’ottimismo sulle sorti dell’economia e’ il volano che potrebbe far partire l’economia stessa: peccato che oggi segni di ottimismo che possano innescare una profezia positiva non se ne trovino molti, nonostante le ripetute rassicurazioni dei decisori pubblici.

  • Franco |

    ma WR sul Sole 24 ore di oggi (6/10/2011 pag.5) che fa? Copia?

  • Franco |

    Concetto tanto piu’ valido quando lo applichi, in questi giorni, al “rischio default” dei debiti sovrani. L’aumento del premio al rischio richiesto dai mercati aumenta il costo di rifinanziamento e aumenta la probabilita’ di default.

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