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Nobel per l’economia, continuiamo a farci del male

Ieri auspicavo che il Premio Nobel sancisse l’importanza di dedicarsi allo studio delle “forze d’attrito” per poter meglio avvicinare gli astratti modelli neoclassici ai problemi dell’economia del mondo reale. E quindi la necessità di un Galilei che portasse avanti questo tentativo attraverso l’adozione del metodo sperimentale – la cui importanza, anche per l’economia, sembrava acquisita da Vernon Smith in poi.

Oggi occorre prendere atto che non è così. Ecco quanto afferma il neo premiato Christopher Sims (in un recente articolo sul Journal of Economic Perspectives) :

 

Di fatto l’economia non è una scienza sperimentale e non può esserlo. Gli esperimenti “naturali” e i “quasi” esperimenti non possono di fatto essere esperimenti. Sono strumenti retorici che spesso spingono a evitare il confronto con le reali difficoltà econometriche.

The fact is, economics is not an experimental science and cannot be. "Natural" experiments and "quasi" experiments are not in fact experiments. They are rhetorical devices that are often invoked to avoid having to confront real econometric difficulties.

 

Gli esperimenti come strumenti retorici, della serie: … continuiamo a farci del male.

 

  • Vittorio Pelligra |

    appunto… continuiamo a farci del male… per esempio
    “Take Muhammad Yunus. He invented the concept of microcredits that are a very effective tool in the fight against poverty. However, it took the Nobel peace prize committee to acknowledge his work. What an embarrassment for the economists!
    This years decision to give the prize to Sargent and Sims is particularly bizarre. It is like honouring the engineer who designed the Titanic after the ship sunk”.
    http://economicsintelligence.com/2011/10/11/a-nobel-prize-for-the-ancien-regime/

  • cooksappe |

    già!

  • Franco |

    Ma non e’ un po’ una conseguenza della riflessivita’?

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