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A proposito di evidenza neuroeconomica (2): educare l’insula

Altro spunto in risposta a un lettore del Domenicale:

Gli studi con la risonanza magnetica funzionale che ci consentono di dare una sbirciatina dentro al cervello mentre svolgiamo compiti molto specifici, riescono tutto al più a inferire l’attività di alcune regioni di neuroni in virtù della risposta emodinamica. Più sangue, più ossigeno, più attività. Vero è che più o meno sappiamo che alcune aree sono coinvolte in compiti specifici. Per esempio, è probabile che in giro per il mondo in questo periodo ci siano delle insule molto attivate: l’insula è l’area del cervello che intercetta il disgusto, sia fisico sia morale. Si pensi all’espressione “masticare amaro”. Se anche voi siete indignati, questa indignazione la proverà proprio lì. Per le stesse ragioni sarebbe interessante fare un esperimento per vedere se l’insula di chi ci governa sia ormai completamente anestetizzata o se sia ancora capace di provare disgusto.

Ma è vero anche che il nostro comportamento è il prodotto di una rete di connessioni cerebrali che il segnale (indiretto) ottenibile tramite risonanza magnetica non riesce a catturare. Le moderne neuroscienze non sono semplicemente una frenologia un po’ più tecnologica. Per quanto ne sappiamo non c’è un bernoccolo della diseguaglianza o dell’avidità che possiamo recidere. Possiamo al massimo tenere allenata la nostra insula.